martedì 1 settembre 2026

SONS OF ROCK

 


“I tamburi di Dumbarton suonano così bene, mi ricordano la mia Jeannie, e quella tale dolce gioia che si impossessava di me, quando Jeannie si sedeva e cantava attraverso le colline ardenti di erica una canzone d'amore”.

Inizia così "Dumbarton's Drums" una delle canzoni dei Corries che senz’altro dovreste ascoltatare se un giorno capitaste a Dumbarton, e poi detto fra noi, esiste qualcosa di più bello dello stadio di calcio del Dumbarton? In Scozia certamente no. Si lo so, come darvi torto, resta una squadra modesta, di quelle che ci piacciano tanto perché hanno il retrogusto fiabesco da terra di mezzo vivendo di piccole ma consolidate consuetudini portate fieramente avanti nel semplice accontentarsi, adagiate su una sorta di debolezza romantica che pare aria di vetro quando soffia forte il vento nell'approssimarsi di un acquazzone. Ad ogni modo occhio, poiché il Dumbarton mostra compiaciuto la carta d’identità datata 1872 e si palesa come il quarto club più antico del paese fregiandosi di detenere un primato statistico condiviso solo con i Rangers. È stata la prima squadra a vincere almeno un titolo in ognuna delle quattro divisioni professionistiche del calcio scozzese, fra cui spiccano i primi due campionati giocati sopra il Vallo oltre a una coppa nazionale. Ok, siamo sempre là, insomma voglio dire roba soprattutto da antiquario specializzato nel tardo periodo vittoriano; eppure, l’albo d’oro non si cambia, potete anche leggerlo con una lente, scuoterlo, o capovolgerlo, vedrete che il nome dei “sons” (spiegheremo a breve il motivo) resta lì ben saldo, aggrappato a quel brandello di storia concitata, pionieristica e da olio per i lumi. Alla confluenza del fiume Leven si è cominciato presto a giocare, capitò per emulazione, una mattina di novembre mentre tutta la contea era avvolta da un sudario di nebbia grigia e umida, e il meticoloso lavoro nella distilleria in High Street andava avanti perché ci fu un tempo che questa cittadina, sfuggita per inerzia all’accerchiamento millenario delle acque, veniva riconosciuta dalla Camera dei Comuni come "capitale mondiale del whisky". Occorre infilarci ancora meglio nell’odore di malto. Ci sono tre giovani del posto, Alan Scott, Steve McCann, e Alistair Cunningham, addetti allo stoccaggio dei galloni, fra una botte e un'altra incominciano a discutere sulla possibilità di formare un club dopo che il sabato precedente erano rimasti entusiasti dall’aver visto la partita fra il Vale of Leven e il Queen’s Park. Quando le campane della Chiesa di Saint Patrick rintoccano in Strathleven Place l'ora di uscita dalla fabbrica, non perdono tempo e si informano sulla proprietà di qualche ettaro di terra dalle parti di Boghead Park e stipulano un contratto che gli darà la concessione d’utilizzo sette anni dopo ma a un prezzo estremamente conveniente. Nel frattempo, il gruppo si allarga, il Dumbarton comincia a prendere forma. Finché il Boghead non sarà pronto ci sarà comunque da adattarsi a disputare partite su campi di fortuna, in genere perennemente allagati dalle lune di marea o in compagnia di qualche pelosissima Hebridean Breed dal campanaccio tintinnante. Tuttavia, il Dumbarton conquisterà i suoi allori (unici) non appena si sistemerà nell' ovale dello stadio che presentava un piedistallo, eretto su un lato, noto come The Postage Box, insieme a una tribunetta di legno di fronte costruita lungo Miller Street. E così il Dumbarton del capitano Tom McMillian e del bomber John Bell vincevano trofei, i levrieri correvano intorno al terreno per la maledizione o per l’effimera gioia di centinaia di scommettitori accalcati lungo gli steccati. Stava per iniziare il Novecento dei “sons”. Un Novecento terribilmente scarso di successi, un Novecento dove casomai ci si colora definitivamente di bianco listato di giallonero in tinte non sempre eque ma per lo meno stabili. Oh, naturalmente di giocatori colmati da discreto riverbero ci sono stati, un recente sondaggio ha proclamato una hall of fame con in testa Lawrie Williams, seguito da Donald McNeil e Johnny Graham. Un po' meno Billy Lamont quando un giorno del dicembre 1990 il Montrose vinse ma Boghead per 4-1 in Coppa di Scozia e i tifosi erano furiosi e a fine partita ne chiesero la “testa”. La squadra più amata probabilmente quella del 1972 che dopo cinquantanni rimise il culo in Prima Divisone allenata da Jackie Stewart e dall’attaccante Kenny Wilson.  Ma dicevamo del nickname “sons”, che in tutto questo peana è la parte più interessante. Va detto che Dumbarton è sovrastata, per non dire oscurata, da una gigantesca cupola di basalto vulcanico conosciuta con il nome di Dumbarton Rock sulla cui sommità, manco a dirlo, gli scozzesi costruirono un castello imprendibile. Fu inizialmente questo il motivo che indusse a disegnare nel crest un elefante a simboleggiare la montagna sul cui dorso è appoggiata una torre a simboleggiare invece il castello. E quando nel 2002 l’esausto Boghead Park, ormai un ferrovecchio crepato e inservibile, fu demolito e si decise per la costruzione di un nuovo impianto il Dumbarton e il suo trust di tifosi, che possiede un numero significativo di azioni, non si lascerà sfuggire l’opportunità di farlo giusto a ridosso del cosiddetto “Elephant&Castle”. Attualmente il tecnico è Frank McKeown giovane tecnico di spirito, carattare, intraprendenza, ex colonna dello Srtranraer, capello che comincia a imbiancarsi, nativo della zona di Maryhill a Glasgow, uno che da bambino correva e tirava calci a un pallone vicino alla casa di Charlie Nicholas, ma lui prenderà una strada leggermente diversa consolandosi in categorie più spremute di fango. Oh, in ogni caso se passate da Dumbarton evitate l'Overtoun Bridge, ve lo direbbe subito Stuart MacBride, scrittore di thriller nato qui e ve lo direbbe "ca va sans dire" il suo “ispettore” Logan McRae. Un ponte dicesi maledetto, allora meglio avviarsi verso il Glencairn Lounge e instaurare un intenso rapporto d’amore con una pinta di scura e un Highlands Breakfast, salsiccia cotta nel pane con tanto di crosticina, uova, bacon, funghetti, pomodoro e buon appetito. Se poi siete riusciti a trovare una maglia del Dumbarton Football Club stagione 1978/79, griffata umbro, o la precedente Admiral (su di loro la pace) la felicità non sarà più un semplice stato mentale. 

On the Rocks.






SONS OF ROCK

  “I tamburi di Dumbarton suonano così bene, mi ricordano  la  mia Jeannie, e quella tale dolce gioia che si impossessava di me, quando Jean...