mercoledì 16 settembre 2026

"STEN" "MUIR"


Sia fatta debita scaramanzia perché oggettivamente è troppo presto e irragionevole fare un pronostico del genere ma il pensiero tende a sedurci. Ergo fra scongiuri e obbligo di condizionale, se lo Stenhousemuir FC salisse in Premiership andrebbe a fare stretta compagnia al record del Ross County, pur non battendolo, nella contesa dell’essere il club più piccolo mai apparso in massima serie. La squadra allenata da Gary Naysmith ha infilato una buonissima partenza e nel recinto di Ochilview (minacciato dall’approssimarsi ruminante delle cornutissime mucche locali dal manto rosso) se stasera dovesse battere il ben più attrezzato Partick Thistle si troverebbe in testa alla classifica della Scottish Championship. Stenhousemuir nel calcio è un pilastro dello Stirlingshire dal 1887, un villaggio ordinato, praticamente addossato alla prospiciente Falkirk e al lungo respiro di Edimburgo che da ovest smuove navigli e pescherecci sul restringimento del Firth of Forth, dove ad annunciare l’arrivo alla stazione di Larbert ci pensa il profumo di dolciumi della McCowan's Toffee. Dati ufficiali registra circa 9000 abitanti compreso uno stadio formato famiglia in cui (se si stringono) trovano posto diciamo 3800 persone e in ogni caso il cartello appeso allo snack bar invita i clienti a non avere fretta. Impianto curioso quello dello Stenhousemuir (nick name “the Warriors” nessuno sa bene come mai, però in fondo mica male e quindi inutile rovistare nella polvere di archivi per scoprire qualcosa di diverso)  con due sole tribune, una delle quali, la più importante ribattezzata Norway. E qui scoppia il caso. La storia è lunga. il rapporto in questione riguarda un gruppo di norvegesi che avevano preso a cuore la squadra di calcio della cittadina verso la fine degli anni ’90, fondando un proprio club a sostegno dello “Stenny” e decidendo così di attraversare diligentemente il Mare del Nord per raggiungere questo luogo. Inizialmente erano pochi di numero e venivano dipinti dai soliti aspri, introversi, rubizzi scozzesi come gente troppo eccentrica per i loro gusti. Ma la domanda è: cosa li aveva attratti esattamente a vedere una partita dello Stenhousemuir Football Club, modestissima squadra ai margini del calcio di Sant’Andrea? La fanzine ufficiale distribuita ai tornelli (qualcuno ancora saldamente marchiato  W.T. Ellison & C. Manchester) poco tempo dopo svelò l’arcano: "E’ stato il nome", -disse Georg Mathisen, poi divenuto presidente dell'ormai affermato club norvegese dei tifosi dello Stenhousemuir. In pratica andò più o meno così: serata di Capodanno del 1992, tre ragazzi di Oslo, Rolf Wulff, Christian Wulff e Kjell Jarslett, evidentemente poco entusiasti dell'andazzo, stavano guardando il Televideo e d'un tratto lessero quel nome fra i vari risultati di calcio. Giustamente notarono una spiccata assonanza con l'antica lingua norrena, infatti se lo si scompone nelle sue parti costituenti significa "pietra" (Sten) e "casa" (muir). Insomma pensarono fosse una bella idea andare a dare un’occhiata e avere una squadra da seguire con simpatia. I ragazzi, chiamarono subito (letteralmente) gli uffici della società per chiedere informazioni sulla possibilità di creare di un club norvegese di tifosi dello Stenhousemuir. Ora ben capirete la reazione del segretario Terry Bulkloch (che cosa ci facesse il 31 dicembre negli uffici del club forse è il vero mistero dell’intera vicenda ma non approfondiamo…) quando -dice lui- per motivi di lavoro in vista di un imminente partita alla ripresa dell’anno nuovo, rispose stupito al telefono riattaccando infastidito. Pensava fosse una presa per i fondelli di fancazzisti stranieri che nella notte di Capodanno non avevano niente di meglio da fare. “Comunque -riprende Mathisen- a distanza di qualche giorno ci fu un'altra chiamata e questa volta il signor Bulklock fu molto più paziente e affabile e ci inviò anche vari programmi e documenti sulla storia della squadra”. Nella settimana di Pasqua i norvegesi organizzarono il loro primo viaggio in assoluto a Ochilview per capire se si trattasse solo di una stupida infatuazione dovuta a qualche alcolico di troppo o un piacevole svago  da coltivare. Al termine di una lunga chiacchierata, 26 anni dopo, sono ancora lì per ogni partita di cartello, al punto come ho accennato in precedenza, che la Main Stand dello stadio si chiama Norway. Fatto curioso come del resto quello che se avallato poteva costare carissimo al club. Mi riferisco a quello accaduto nell'estate del 1964, quando i tifosi dello Stenhousemuir e di altre quattro piccole squadrette scozzesi rimasero scioccati nello scoprire che 32 club della Scottish League stavano progettando di ristrutturare i tornei, modificandone la struttura e sostituirla con due nuovi campionati formati da 16 squadre. Il piano, promosso innanzitutto dai Rangers, era stato rivelato, segretamente, alle altre 31 società in due incontri tenutesi nei salottini in Tartan di Ibrox. Albion Rovers, Berwick Rangers, Brechin City, Stranraer e il nostro Stenhousemuir insomma non avrebbero avuto più avere alcun ruolo nel calcio scozzese professionistico. Ciò avrebbe reso la Scozia del pallone più competitivo e attraente. Tuttavia, per i cinque esclusi, il progetto avrebbe potuto segnare la loro fine, soprattutto perché a metà degli anni Sessanta i club minuscoli dipendevano fortemente dai premi in palio distribuiti dalla Scottish League ossia 35 sterline a punto. Nella stagione 1963-64 lo “Stenny” dopo si vide assegnare 1225 sterline, una somma non trascurabile in un momento complictao non solo per loro. Solo tre anni dopo, il Third Lanark di Glasgow, avrebbe chiuso i battenti e i fratelli Steedman stavano cercando di annientare l'East Stirlingshire. Quando il piano diventò di pubblica visione si capì subito che risentimento e rabbia, non avrebbero fermato l'iniqua proposta. Due persone bloccarono i piani di espulsione sebbene ci vollero quattro anni per ottenere finalmente successo. Jim Weir, indomabile presidente dei Warriors, e Robert Turpie, avvocato, formarono una formidabile partnership nel forgiare un approccio unitario da parte dei cinque club coinvolti, utilizzando ogni via legale disponibile per salvare la situazione. In secondo luogo, sebbene la stampa si schierasse con i Rangers nei loro illogici tentativi di intimidazione, i 31 compagni si mostrarono gradualmente sempre più a disagio. Il signor Turpie ottenne un'interdizione provvisoria il 26 maggio 1964, impedendo ai Rangers di liquidare la struttura della piramide calcistica scozzese all'assemblea generale annuale della Scottish League ma il vero colpo era che adesso altre squadre, tra cui il Celtic (nemico giurato dei Rangers) si allineò con coloro che lottavano per la sopravvivenza. Il punto più basso si verificò nel luglio del 1967, quando uno dei cinque coimputati fu costretto a rinunciare alla causa a causa dell'aumento vertiginoso delle spese legali. Tuttavia, con grande sorpresa il 7 gennaio 1968 i Rangers, visto il perdurarsi delle udienze, ritirò ogni azione e tutto restò immutato. Tornando alla mera attualità, frizzante come l’arietta di inizio autunno, vedremo se capitan Ross Meechan, Euan O'Reilly, Matthew Aitken e Dale Carrick, saranno così prolifici da imballare il vecchio “Gilmours” in Main Street di sempre più persone rivestite di colore ambro e granata, gli stimoli ci sono tutti.

"STEN" "MUIR"

Sia fatta debita scaramanzia perché oggettivamente è  troppo  presto e irragionevole fare un pronostico del genere ma il pensiero tende a se...