Se la band irlandese più famosa di Limerick resteranno i Cranberries (formatesi
nel 1989), sul finire del 1980 al "Dolan’s" si ascolterà sicuramente O’Riada e forse
anche gli emergenti U2, sicuramente molto meno Van Morrison che in fondo era il
solito arcigno protestante di Belfast dai capelli mielosi. Al cinema si faceva
la fila per "The Elephant Man" di David Lynch, uno dei film più visti
dell'anno e, a proposito di elefanti, il Limerick City Football Club campione
d’Irlanda ospitò il Real Madrid nei sedicesimi di finale della Coppa dei
Campioni. Su quel doppio confronto ci hanno persino girato un documentario intitolato "Sit Down and Shut Up" che racconta la storia del classico "Davide contro
Golia". Il cortometraggio è stato diretto dal pluripremiato regista Cian
O'Connor e finanziato con una borsa di studio dalla Limerick Arts Bursary. Il breve
film presenta una serie di interviste con alcune leggende del club di quel
momento come Des Kennedy, l’autore del goal che addirittura porterà in
vantaggio i "blues" contro gli spagnoli nella gara d’andata. Oltre a lui ci
sono il portiere Kevin Fitzpatrick e Gary Spain, storico del calcio di
Limerick, che offre la sua interpretazione sugli eventi che hanno
caratterizzato quel periodo nel calcio irlandese. All’epoca dei fatti il club
si chiamava ancora Limerick United e giocava a poco più di 200 metri dalla
stazione ferroviaria, nel bucolico impianto di Markets Field, in Garryowen
Road, impianto essenziale, per non dire misero, una tribuna con i pali di
sostegno, tre tornelli e un bel anello d’erba tutt’intorno su cui sedersi nelle
giornate asciutte. Uno stadio, come nella migliore tradizione irlandese, nato per
gli sport gaelici e prestato con poca convinzione al calcio. Dopo il sorteggio
il Presidente del Limerick Michael Webb, anche su forti pressioni della UEFA,
decise di spostare la partita al Lansdowne Road di Dublino. Un problema serio,
perché i costi del viaggio erano alti e per i tifosi non ci sarebbe stato modo
di tornare a Limerick la sera stessa con i mezzi pubblici. Molti sostenitori
irritati boicottarono la partita. D’altro canto la cittadina stava passando un
momentaccio a livello economico, assumendo sempre più le forme di un freddo
mortaio di pietra colpito dal pestello composto da una micidiale combinazione
di disoccupazione e mancanza di alloggi popolari spinse molte persone, non
soltanto giovani, ad entrare nell’ affare della droga e il luogo, situato sulle
sponde del fiume Shannon in una delle zone più suggestive del paese racchiusa
tra la bellezza selvaggia del Burren e le meraviglie del Ring of Kerry diventerà
da quel momento per tutti la famigerata "Stab City", ossia la "città dei
coltelli", descritta magistralmente dal Premio Pulitzer Frank McCourt nel libro "Le ceneri di Angela". Cian O’Connor il regista del documentario su Limerick v Real
Madrid disse di aver sentito l’epica di quella partita per la prima volta molti
anni fa, quando si trovava in un taxi e il conducente per puro caso era un
grande tifoso della squadra dei “super blues”. Durante il loro rapido tragitto,
gli raccontò un sacco di storie sul club: da quando Sam Allardyce ebbe il suo
primo incarico da allenatore lì, a quando Pat Nolan scambiò la maglia con Kevin
Keegan e poi la discussione tambureggiò ovviamente sopra quella famosa partita europea
contro il Real Madrid, ma O’Connor disse che per un po' me se ne era
dimenticato. Tuttavia, cinque anni dopo, dai cassettini della memoria mentre frequentava
l'ultimo anno della scuola di cinema, quel ricordo gli è tornato in mente,
rendendosi conto di quanto fosse stato avvenente che il piccolo Limerick avesse
giocato veramente un incontro ufficiale contro la squadra più famosa del mondo.
La squadra che vinse il titolo di campione d’Irlanda mesi prima era allenata da
Eoin Hand, nome completo all’anagrafe Eoin Kevin Joseph Colin Hand, dublinese,
ex difensore spinoso ma argenteo a livello mentale, non si limitava ad annusare
il cuio del pallone, voleva quasi sniffarlo, complicato per non dire
impossibile fargli cambiare idea su un concetto. In carriera visse un discreto
periodo al Portsmouth in Inghilterra, poi dopo alterne vicende finì a giocare
persino a Pretoria in Sudafrica. In campo la fascia di capitano veniva affidata
al compianto Joe O'Mahony, vincitore del titolo del 1980, onorato dal club con
il ritiro della maglia numero 4. O'Mahony collezionò oltre 400 presenze con i “blues”
tra il 1966 e il 1986, e al grido di “Have a go” (Provaci Joe) il giocatore
divenne l’idolo della tifoseria oltre che figura emblematica nel calcio di
Limerick per oltre due decenni, come quei nobilotti di campagna che ogni tanto lasciavano
cadere volontariamente un pound dalla tasca del panciotto e facevano felici il
grippetto di monelli dai piedi scalzi dietro di lui. Nessun nome di spicco,
solo sopraccigli ispidi da perfetti irlandesi: Brendan Storan a Pat Nolan da Ewan
Fenton a Johnny Matthew (al quale sarà annullato una rete proprio nella
suddetta partita di Coppa dei Campioni) ma il calciatore rimasto nel cuore e
celebrato ancora a distanza di quarantasei anni è, e continua ad essere,
senz’altro Des Kennedy detto "Dessie" e si potrà dire che taluni si agitano
troppo per certe cose della vita ma la sua fu sicuramente una brillante
carriera, un sibilante picchetto, sia chiaro circoscritta nella periferia del
pallone fatta di congiure da corridoio, gambe storte e scarpini chiazzati di
fango; Kennedy era un bucaniere baffuto dai capelli rossicci, cecchino curvo
sul frusciare dell’erbetta del Markets, che farà il suo debutto con la maglia
blu del Limerick United da adolescente, nel 1972, dopo aver trascorso cinque
mesi di prova con il Southampton. Un record totale di 137 reti unita a quella
particolarità di essere diventato in senso assoluto "l’uomo di Limerick", il
centravanti che si permise di segnare due reti al Real Madrid di Uli Stieilke,
Juanito e Santillana, successivamente finalista del torneo sconfitto dalla
combriccola fenomenale di Liverpool. Al Lansdowne Road dove un treno color
giallo limone, ogni dieci minuti esatti,
passava accanto a un vecchio cottage e sotto la Main Stand il Limerick andò
addirittura in vantaggio al termine di un azione concitata, innescata da un
calcio di punizione battuto a centrocampo da Mick Ryan che la difesa del Real non
riuscirà a spazzare con la giusta prontezza e Des Kennedy ne approfitterà avvitandosi
come il mulinello di una torbiera colpendo il pallone di destro e producendo
una strana carambola finita con una certa sorpresa alla spalle del portiere Rodriguez.
Ciò nonostante, il Real Madrid ribalterà l’esito del punteggio ma il Limerick si
arrenderà solamente a cinque minuti dal termine, poi al Santiago Bernabeu i
bianchi, guidati da Vujadin Boškov, furono sempre infilati in qualche modo
dallo scatenato attaccante irlandese ma chiusero la pratica questa volta vincendo
con un perentorio 5-1. "Sapevamo che non avremmo mai potuto vincere tuttavia
non volevamo essere disonorati davanti a quel pubblico enorme, dopo la partita
siamo usciti felici e abbiamo bevuto qualche birra".
