domenica 1 marzo 2026

L'UOMO DI LIMERICK

 


Se la band irlandese più famosa di Limerick​​ resteranno i Cranberries (formatesi nel 1989), sul finire del 1980 al "Dolan’s" si ascolterà sicuramente O’Riada e forse anche gli emergenti U2, sicuramente molto meno Van Morrison che in fondo era il solito arcigno protestante di Belfast dai capelli mielosi. Al cinema si faceva la fila per "The Elephant Man" di David Lynch, uno dei film più visti dell'anno e, a proposito di elefanti, il Limerick City Football Club campione d’Irlanda ospitò il Real Madrid nei sedicesimi di finale della Coppa dei Campioni. Su quel doppio confronto ci hanno persino girato un documentario intitolato "Sit Down and Shut Up" che racconta la storia del classico "Davide contro Golia". Il cortometraggio è stato diretto dal pluripremiato regista Cian O'Connor e finanziato con una borsa di studio dalla Limerick Arts Bursary. Il breve film presenta una serie di interviste con alcune leggende del club di quel momento come Des Kennedy, l’autore del goal che addirittura porterà in vantaggio i "blues" contro gli spagnoli nella gara d’andata. Oltre a lui ci sono il portiere Kevin Fitzpatrick e Gary Spain, storico del calcio di Limerick, che offre la sua interpretazione sugli eventi che hanno caratterizzato quel periodo nel calcio irlandese. All’epoca dei fatti il club si chiamava ancora Limerick United e giocava a poco più di 200 metri dalla stazione ferroviaria, nel bucolico impianto di Markets Field, in Garryowen Road, impianto essenziale, per non dire misero, una tribuna con i pali di sostegno, tre tornelli e un bel anello d’erba tutt’intorno su cui sedersi nelle giornate asciutte. Uno stadio, come nella migliore tradizione irlandese, nato per gli sport gaelici e prestato con poca convinzione al calcio. Dopo il sorteggio il Presidente del Limerick Michael Webb, anche su forti pressioni della UEFA, decise di spostare la partita al Lansdowne Road di Dublino. Un problema serio, perché i costi del viaggio erano alti e per i tifosi non ci sarebbe stato modo di tornare a Limerick la sera stessa con i mezzi pubblici. Molti sostenitori irritati boicottarono la partita. D’altro canto la cittadina stava passando un momentaccio a livello economico, assumendo sempre più le forme di un freddo mortaio di pietra colpito dal pestello composto da una micidiale combinazione di disoccupazione e mancanza di alloggi popolari spinse molte persone, non soltanto giovani, ad entrare nell’ affare della droga e il luogo, situato sulle sponde del fiume Shannon in una delle zone più suggestive del paese racchiusa tra la bellezza selvaggia del Burren e le meraviglie del Ring of Kerry diventerà da quel momento per tutti la famigerata "Stab City", ossia la "città dei coltelli", descritta magistralmente dal Premio Pulitzer Frank McCourt nel libro "Le ceneri di Angela". Cian O’Connor il regista del documentario su Limerick v Real Madrid disse di aver sentito l’epica di quella partita per la prima volta molti anni fa, quando si trovava in un taxi e il conducente per puro caso era un grande tifoso della squadra dei “super blues”. Durante il loro rapido tragitto, gli raccontò un sacco di storie sul club: da quando Sam Allardyce ebbe il suo primo incarico da allenatore lì, a quando Pat Nolan scambiò la maglia con Kevin Keegan e poi la discussione tambureggiò ovviamente sopra quella famosa partita europea contro il Real Madrid, ma O’Connor disse che per un po' me se ne era dimenticato. Tuttavia, cinque anni dopo, dai cassettini della memoria mentre frequentava l'ultimo anno della scuola di cinema, quel ricordo gli è tornato in mente, rendendosi conto di quanto fosse stato avvenente che il piccolo Limerick avesse giocato veramente un incontro ufficiale contro la squadra più famosa del mondo. La squadra che vinse il titolo di campione d’Irlanda mesi prima era allenata da Eoin Hand, nome completo all’anagrafe Eoin Kevin Joseph Colin Hand, dublinese, ex difensore spinoso ma argenteo a livello mentale, non si limitava ad annusare il cuio del pallone, voleva quasi sniffarlo, complicato per non dire impossibile fargli cambiare idea su un concetto. In carriera visse un discreto periodo al Portsmouth in Inghilterra, poi dopo alterne vicende finì a giocare persino a Pretoria in Sudafrica. In campo la fascia di capitano veniva affidata al compianto Joe O'Mahony, vincitore del titolo del 1980, onorato dal club con il ritiro della maglia numero 4. O'Mahony collezionò oltre 400 presenze con i “blues” tra il 1966 e il 1986, e al grido di “Have a go” (Provaci Joe) il giocatore divenne l’idolo della tifoseria oltre che figura emblematica nel calcio di Limerick per oltre due decenni, come quei nobilotti di campagna che ogni tanto lasciavano cadere volontariamente un pound dalla tasca del panciotto e facevano felici il grippetto di monelli dai piedi scalzi dietro di lui. Nessun nome di spicco, solo sopraccigli ispidi da perfetti irlandesi: Brendan Storan a Pat Nolan da Ewan Fenton a Johnny Matthew (al quale sarà annullato una rete proprio nella suddetta partita di Coppa dei Campioni) ma il calciatore rimasto nel cuore e celebrato ancora a distanza di quarantasei anni è, e continua ad essere, senz’altro Des Kennedy detto "Dessie" e si potrà dire che taluni si agitano troppo per certe cose della vita ma la sua fu sicuramente una brillante carriera, un sibilante picchetto, sia chiaro circoscritta nella periferia del pallone fatta di congiure da corridoio, gambe storte e scarpini chiazzati di fango; Kennedy era un bucaniere baffuto dai capelli rossicci, cecchino curvo sul frusciare dell’erbetta del Markets, che farà il suo debutto con la maglia blu del Limerick United da adolescente, nel 1972, dopo aver trascorso cinque mesi di prova con il Southampton. Un record totale di 137 reti unita a quella particolarità di essere diventato in senso assoluto "l’uomo di Limerick", il centravanti che si permise di segnare due reti al Real Madrid di Uli Stieilke, Juanito e Santillana, successivamente finalista del torneo sconfitto dalla combriccola fenomenale di Liverpool. Al Lansdowne Road dove un treno color giallo limone,  ogni dieci minuti esatti, passava accanto a un vecchio cottage e sotto la Main Stand il Limerick andò addirittura in vantaggio al termine di un azione concitata, innescata da un calcio di punizione battuto a centrocampo da Mick Ryan che la difesa del Real non riuscirà a spazzare con la giusta prontezza e Des Kennedy ne approfitterà avvitandosi come il mulinello di una torbiera colpendo il pallone di destro e producendo una strana carambola finita con una certa sorpresa alla spalle del portiere Rodriguez. Ciò nonostante, il Real Madrid ribalterà l’esito del punteggio ma il Limerick si arrenderà solamente a cinque minuti dal termine, poi al Santiago Bernabeu i bianchi, guidati da Vujadin Boškov, furono sempre infilati in qualche modo dallo scatenato attaccante irlandese ma chiusero la pratica questa volta vincendo con un perentorio 5-1. "Sapevamo che non avremmo mai potuto vincere tuttavia non volevamo essere disonorati davanti a quel pubblico enorme, dopo la partita siamo usciti felici e abbiamo bevuto qualche birra".

 

L'UOMO DI LIMERICK

  Se la band irlandese più famosa di Limerick ​​ resteranno i Cranberries (formatesi nel 1989), sul finire del 1980 al " Dolan’s"...