The Right Rum For Todays Taste. Il rum giusto per i gusti di oggi. Questo il sottotitolo della grande scritta pubblicitaria a caratteri cubitali che campeggiava sulla Broad Road Stand del Ninian Park acquisita dal Rum etichettato Captain Morgan. D’altro canto, uno che aveva solcato i setti mari mica poteva essere astemio e di distillati alcolici se ne intendeva al pari di bauli traboccanti gioielli e monete d’oro. In quel 1971 a Cardiff girava roba buona oltreché sulle cartine anche sui vinili, il gruppo locale Budgie incise il suo primo album fra odore acre di zolfo e vaghe tracce caprine. Sul lato A la seconda canzone durava esattamente un minuto e si intitolava “Everything in my heart” dissepolta dalla voce lisergica di Tony Bourge, la quale, se vogliamo, rende con assoluta perizia la strana faccenda del Cardiff City che seppure al tempo rannicchiato addirittura nella terza divisone degli accoglienti vicini ai quali in fondo poco importava delle loro mutazioni consonantiche. Ancora inscritto per lustro da guarentigia alla coppa nazionale gallese l’anno precedente l’aveva conquistata e stava procedendo spedito in Coppa delle Coppe. La sera del 10 marzo al vecchio Ninian Park, rettangolo di gioco opaco e opprimente, foresteria di Convento sfumata di compiaciuta disinvoltura, addossato fra i binari della ferrovia e un nugolo di casette a schiera dai tetti aguzzi, i tornelli impazzirono insieme alla capienza suggerita e il Real Madrid vestito di un rosso fiammante, ebbe la netta sensazione di non capirci molto, stordito dal frastuono cimrico. Sotto i riflettori intenti a fendere impalpabili strati di caligine, un ragazzino ligneo dagli occhi sgranati, come un tamburino incappellato intento a battere il passo davanti a una cadenzata fila di soldati armati di moschetto, convocato in fretta e furia di nome Nigel Ress, s’involò sulla fascia, trotterellando di sbieco, irridendo un po’ la sorte, un po’ un paio di sgherri spagnoli, e il suo traversone cadde sulla superba testona di Brian Clarke pronto a insaccare la rete della vittoria. Il manager Jimmy Scoular, tipo pensoso con lo sguardo colmo di strana immobilità dichiarò ai giornalisti la sua deferenza rispetto a quello che poteva succedere nell’opulenza del Santiago Bernabeu, qualche ettaro di terra dove la legge del più forte in genere la fa da padrone. E infatti quella vittoria non basterà al ritorno, tuttavia la mattina seguente sul tavolo della cucina i tifosi dei Bluebirds, insieme a telline, laverbread e pancetta, troveranno sulla prima pagina del “South Wales Echo” anche un sotterfugio da bassa plebe, la loro valle di rose, tutto ciò che avrebbero voluto leggere: “Qualunque cosa accadrà a Madrid, nessuno potrà dimenticare l’impresa dei nostri giocatori”. Sicuramente era un Cardiff City molto operaio, Brian Clarke il centravanti appariva un pezzo d’uomo tutto ingrugnato, biondo, con quella certa disinvoltura da finto uomo di mondo, originario di Bristol, amava però così tanto la capitale gallese che, quando venne a giocare per il club decise di farne la sua casa per la vita. Clark era un prodotto del suo tempo e la gente può fare tutte le ipotesi che vuole su quanto sarebbe stato capace nel gioco moderno, ma perbacco come ci piacerebbe rivederlo ancora in campo quel ragazzo che giocava duro sia pure lealmente, che non si tuffava colpito da una spintarella né ha mai cercato di imbrogliare l'arbitro alla prima occasione. Poi in quel Cardiff c’era il capitano Dan Murray, figurina incantevole, occhi vivissimi, uno che in mezzo al campo indossava la stola e cominciava a benedire. Infine, nota per Ian Gibson. Ecco se caso mai cercate un giocatore con un minimo di classe lui poteva esserlo, grazie a un controllo di palla eccelso con entrambi i piedi; Gibson arrivato per 35ooo sterline dal Coventry, i capelli paglierini tolti a un manichino di boutique, i lineamenti ossuti, il naso adunco, ghiotto di zuppa di cavolo, dopo il ritiro dal mondo del pallone aveva vissuto nel grigio Teesside, conurbazione del Nord Est dell'Inghilterra, fra odore di sgombero e acciaierie, lavorando su una piattaforma petrolifera sul del Mare del Nord e facendo inoltre da osservatore di qualche giovane promessa per il Cardiff.

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